lunedì 19 maggio 2008
domenica 4 maggio 2008
lunedì 28 aprile 2008
Drowned (?)

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Affogo nell'oblio di me stesso
La mia rabbia di vivere mi porta ancora più a fondo
Risalirò?
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nero_veneziano
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4/28/2008
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giovedì 24 aprile 2008
Our Great Divide
Songs of waves, keep me safe.
Sky's so deep, there's no end
the moon still asleep, the bed of stars for me
How can I see through your eyes my destiny?
I fall apart.
You bleed fro me.
How can I see through your eyes our worlds collide?
Open your heart, to close our great divide.
Distant prayers, carved in stone.
The silent words they will still be heard.
How can I see through your eyes my destiny?
I fall apart.
You bleed for me.
How can I see through your eyes our worlds collide?
Open your heart, to close our great divide.
How can I see through your eyes my destiny?
I fall apart.
You bleed for me.
So I just float with the tide through the night I pass you by.
Open my heart, to close our great divide
(Tarja Turunen)
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nero_veneziano
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4/24/2008
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venerdì 18 aprile 2008
domenica 13 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
Arte in Ombra
Il progetto sulle ombre nell'arte a cui ho collaborato è online. Cliccare sull'immagine per accedervi.
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nero_veneziano
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4/01/2008
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mercoledì 19 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
martedì 11 marzo 2008
Il Party
La città di V. vantava, tra gli altri, un quartiere residenziale prestigioso, il S. A., composto da numerose ville con piscina, appartamenti sulla spiaggia e casette a schiera a pochi passi dal capolinea della metropolitana. Zero inquinamento, zero criminalità. Il paradiso delle famiglie, recitava un depliant immobiliare.
Gli abitanti del quartiere, che tra loro si chiamavano quasi tutti carissimo e carissima, erano per lo più tipi da barbecue in giardino e cenette sotto il portico.
Tranne la famiglia M. Loro si che amavano far le cose in grande. Il loro villotto in fondo alla strada brulicava spesso di invitati in abito da sera. Come in questo momento: un carnevale di visoni, vigogna e rolex, flash di nivei smalti dentali e surreali risate composte. La padrona di casa aveva telefonato al servizio di catering due settimane prima per organizzare quello che nel quartiere si vociferava sarebbe stato un evento senza precedenti, informazione che la donna stessa aveva sottilmente fatto diffondere attraverso il discreto sistema del passaparola di quartiere. Erano venuti tutti, gli amici stretti e i vicini di casa, la maggioranza dei quali apparteneva ad entrambe le categorie. La servitù, come adoravano chiamare i signori M. i loro collaboratori domestici, gran parte sudamericani, stava aiutando gli invitati a svestirsi e li accoglieva con flûtes colmi di Moët & Chandon.
Mia cara, grazie di essere venuta...E il suo ragazzo come sta? Studia all’estero ora...cincillà, naturalmente...la tua berlina è un amore...turbodiesel?...Enchantée!...club della vela...mia cognata è presidentessa della società...oh, grazie, è la nuova dieta...guarda, indossa lo stesso Mattiolo dell’anno scorso...dell’altro Rothschild, grazie...
I vassoi delle tartine erano continuamente riempiti da una rapida e invisibile cameriera mulatta, il vassoio con i frutti di mare languiva semivuoto ad un lato della tavola.
....dico sul serio...alle Mauritius?...grazie, mio caro...le sue quotazioni sono scese...incantevole, non trovi?...(risata cristallina)...adorabilissimo questo moulinè.
Il padrone e la padrona di casa si scostarono con maestria e discrezione dai loro interlocutori e si ritrovarono fianco a fianco. Un rapido sguardo d’intesa e l’uomo fece tintinnare un campanellino d‘argento in aria, al suono del quale tutti gli ospiti si zittirono. E iniziò un rapido discorso al termine del quale ci fu un ordinato e composto scroscio di applausi e risa.
Signori, è il momento del brindisi.
Nella grande sala erano entrati due inservienti portoricani con il carrello del punch, in un silenzio quasi ultraterreno. I signori M. riempivano personalmente i bicchieri ai loro ospiti e nessuno di loro rifiutò il punch. La servitù uscì in silenzio dalla stanza e chiuse le porte dietro di sé.
...(risate)...a presto mio caro...grazie per la splendida festa...è permesso?...ci rivediamo presto...un abbraccio...(risata baritonale)...cari, aspettatemi, vengo con voi...
I signori M. si guardarono soddisfatti e, mano nella mano, andarono a distendersi per terra accanto ai loro invitati. Tutti si erano compostamente distesi l’uno accanto all’altro, chi abbracciato, chi più in disparte. Qualcuno stava ancora ridacchiando.
...splendida festa...
...Notiziario delle 7:00. Suicidio collettivo a S. A. I membri della setta apocalittica del “Sole Nero” di T. si tolgono volontariamente la vita in una cerimonia privata. La squadra di polizia mobile, su segnalazione anonima, è penetrata stamattina nella villa di Tom e Anita M., leaders fondatori della setta, e si è trovata di fronte ad un macabro scenario: i 35 membri della setta e i loro guru, rannicchiati in posizione fetale sul pavimento dopo aver assunto una bevanda avvelenata. Su un tavolo una lettera sottoscritta da tutti i membri, intitolata: Per la salvezza delle nostre anime...
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nero_veneziano
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3/11/2008
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martedì 4 marzo 2008
Vento
L'aria era frizzante come non mai e per lui ogni lieve sospiro del vento era segnale di un nuovo brivido, come se mille piccole dita fredde gli accarezzassero tutte insieme il corpo bruciante di eccitazione.
No, non gli era bastato. La riguardò, cercando di indagare sul misterioso sorriso di lei.
Stava forse ripensando ai momenti precedenti? Quando se ne stavano entrambi avvinghiati in quell'angolo di mondo dimenticato da ogni forma di vita?
Eccetto il vento, ovviamente. Il vento c'era sempre, lo accompagnava nelle sue notti di passione nei sobborghi di quella che le persone normali chiamano vita. Era lì che l'aveva conosciuta, anche lei, come lui, una tra i tanti prigionieri di quel mondo gelido. L'aveva desiderata fin dal primo istante. I loro sguardi si erano incrociati per caso e come una raffica di vento l’aveva stretta a sé in una morsa di passione.
Lei lo fissava negli occhi, ma non si leggeva nessuna forma di piacere nel suo sguardo. Probabilmente quella notte non doveva essere la sua prima volta. Lui lo poteva intuire dal molleggiare inerte e senza vita del corpo di lei ai colpi pelvici che le assestava; pareva come se avesse ripetuto il medesimo noioso copione così tante volte da esserne esausta.
Ma a lui non interessava. Sentiva di doverla avere, quello era l’importante. Come se gli fosse stato suggerito dal vento, che ora infuriava in mezzo a loro. Pareva incitarlo nei suoi gesti, accompagnarlo nei movimenti come un burattinaio invisibile. Lui la stringeva tra le braccia e le passava le mani sui piccoli seni rotondi, le strizzava i capezzoli induriti più dal freddo che dall'eccitazione. Che strano sguardo, bella. Potresti almeno fingere.
Finì tutto troppo presto, in una feroce scarica umida.
Lei adesso stava distesa nuda sull’asfalto freddo con gli occhi sbarrati . Lui si era tirato su la lampo e fumava nel silenzio della notte. Non una parola. Se l’aspettava meglio quella scopata, non c’è che dire.
Sì, La notte è ancora giovane. C’è molto altro da fare...
Le lanciò un’ultima occhiata. In fondo, non aveva neanche un bel sorriso...
Si strinse nel cappotto e se ne andò, accompagnato dal vento, come due vecchi compari.
La lasciarono lì,con un timido rivolo di sangue che le colava dalle orecchie, a fissare il vuoto nel freddo immobile.
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nero_veneziano
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3/04/2008
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venerdì 15 febbraio 2008
REPO! The genetic Opera
Mi fa uno strano effetto immaginare Sarah Brightman e Paris Hilton nello stesso film... tipo quando si mescolano latte e succo di arancia e poi si bevono i groppi...
Ma le musiche sembrano belline...
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nero_veneziano
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2/15/2008
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giovedì 14 febbraio 2008
Kiss of Death (Noble & Webster)

Segnalo questa coppia di geni che ha fatto delle ombre un'arte: proiettando un fascio di luce su un piedistallo su cui sono stati incollati oggetti "particolari", l'ombra risultante è quella in foto.
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nero_veneziano
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2/14/2008
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martedì 12 febbraio 2008
lunedì 11 febbraio 2008
A Venezia 'L'ultimo Tiziano'
Venezia - Un Tiziano colto nell'ultima fase della sua attività, quando l'artista, già quasi sessantenne, si trovò alle prese con un nuovo modo di dipingere, più libero, sensuale e spirituale insieme: è il pittore bellunese così come lo racconta la monografica "L'ultimo Tiziano e la sensualità della pittura", che arriva alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dal 26 gennaio al 20 aprile, dopo il successo della mostra di Vienna. In tutto 28 capolavori, realizzati da Tiziano dal 1550 fino alla morte avvenuta nel 1576 proprio a Venezia, grazie ai quali il visitatore potrà scoprire una pittura fatta di pennellate corpose che stendono velocemente il colore sulla tela, dando vita a forme scomposte e a una pittura teatrale, ricca di emozioni.
Già nel 1990 la soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia e Laguna, in collaborazione con il comune di Venezia, organizzò a Palazzo Ducale e poi alla National Gallery di Washington, la prima esposizione monografica su Tiziano, dopo quella storica del 1935 a Ca’ Pesaro. Nel 2001, il Kunsthistorisches Museum di Vienna ha iniziato una ricerca sulle tecniche della tarda attività di Tiziano, caratterizzata dall’invenzione e dallo sviluppo della “pittura a macchia”, come la definì Vasari. Al progetto ha aderito la soprintendenza veneziana, anche perché sono proprio le Gallerie dell’Accademia a possedere l’ultima opera di Tiziano: “La Pietà”. Si tratta di un grande ex voto realizzato contro l’epidemia del 1576, che rappresenta forse il momento più alto di quella stagione artistica.
In occasione della tappa viennese della mostra "L'ultimo Tiziano e la sensualità della pittura" si è concluso il restauro dell'opera “Ninfa e pastore” che, così, potrà essere presente a Venezia rendendo possibile, per la prima volta, il confronto con altre opere coeve come la “Punizione di Marsia”, proveniente da Kromeriz, nella Repubblica Ceca. Prestiti eccezionali provenienti dai più importanti musei saranno esposti lungo il percorso espositivo articolato in tre sezioni tematiche dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra. Inoltre, il visitatore potrà confrontare le opere di Tiziano con quelle degli artisti a lui coevi, grazie alle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia che custodiscono capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto.
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2/11/2008
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Folie Verte

I am the green Fairy
My robe is the color of despair
I have nothing in common with the fairies of the past
What I need is blood, red and hot,
The palpitating flesh of my victims
Alone, I will kill France, the present is dead,
Vive the future...
But me, I kill the future and in family I destroy
The love of country, courage, honor,
I am the purveyor of hell, penitentiaries, hospitals.
Who am I finally?
I am the instigator of crime
I am ruin and sorrow
I am shame
I am dishonor
I am death
Testo: Corelli
Immagine:
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2/11/2008
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Vide Cor Meum
E pensando di lei
Mi sopragiunse uno soave sonno
Ego dominus tuus
Vide cor tuum
E d'esto core ardendo
Cor tuum
Lei paventosa
Umilmente pascea.
Appreso gir lo ne vedea piangendo.
La letizia si convertia
In amarissimo pianto
Io sono in pace
Cor meum
Io sono in pace
Vide cor meum
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nero_veneziano
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domenica 10 febbraio 2008
Les Fleurs du Mal
Is it you I keep thinking of?
Should I feel like I do?
I’ve come to know that I miss your love
While I’m not missing you
We run
Til it’s gone
Et les fleurs du mal
Won’t let you be
You hold the key to an open door
Will I ever be free?
Les fleurs du mal unfold
Comme les fleurs du mal
Dark demons of my soul
Un amour fatal
Been tryin' hard to fight
Comme les fleurs du mal
Les fleurs du mal inside
Un amour fatal
All my life I’ve been waiting for
In this perfume of pain
To forget when I needed more
Of love’s endless refrain
We live
And we pray
Pour les fleurs du mal
I’ve lost my way
What is done will return again
Will I ever be free?
Les fleurs du mal unfold
Comme les fleurs du mal
Dark demons of my soul
Un amour fatal
Been tryin' hard to fight
Comme les fleurs du mal
Les fleurs du mal inside
Un amour fatal
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2/10/2008
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